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Viridarium

Il Viridarium Cesi o “Viridario Magno” è un vasto spazio verde, in parte recintato e terrazzato, situato appena fuori le mura medievali, nei pressi della Porta Vecchia o Porta Ternana.

L’area, cui si accede tramite i resti di un portale ad arco, presenta un palazzetto su tre piani di probabile impianto cinquecentesco.

La facciata mostra, al piano terra, tre fornici, due dei quali tamponati, che testimoniano l’esistenza di un originario piccolo porticato.

Sulla facciata, al culmine del secondo piano, è presente una cornice con quattro gocciolatoi a protomi leonine, che richiamano quelli presenti sulla facciata del palazzo ducale.

Analoghi gocciolatoi, posti alla stessa altezza, ma privi di protomi, parzialmente coperti dalla vegetazione, sono presenti su altri lati dell’edificio.

Nel breve tratto di muro addossato alla metà inferiore del lato destro dell’edificio, pressocchè allineato alla facciata, si apre un nicchione ricco di tartari che potrebbe aver ospitato una fontana a mostra d’acqua.

Proprio in quest’area, come testimoniato dal medico e naturalista Giovan Battista Winther, sono state piantate da Federico Cesi molte specie arboree, tra cui esemplari di Taxus baccata L, i cui campioni di piccoli rami con foglie, fiori e frutti utilizzò per la sua Syntaxis Plantaria e di Chamaerops humilis L. (palma nana), specie con fiori ermafroditi e unisessuati, che gli fornirono i campioni raffigurati nella tavola Plantae et Flores ms. 976 c. 171

Fonte: I ” Travagliatissimi negotii” e le “filosifiche fatighe” di Federico Cesi il linceo nel “combattuto ritiramento” di Acquasparta: Il Viridarum cesiano, Gilberto De Angelis