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Porta principale e le mura

Il centro storico di Acquasparta è protetto da una cinta muraria appartenente all’antica rocca fortificata che sorgeva al posto di quello che oggi è noto come Palazzo Cesi.

La rocca venne eretta per proteggere il borgo dai continui attacchi che venivano organizzati da Todi, Terni e Spoleto, anche a causa di una posizione geografica sicuramente allettante. Accadde poi che intorno ai primi anni del Cinquecento, dopo esser stata dichiarata libera, Acquasparta venne minacciata dalle mire espansionistiche dei Ghibellini di Todi, capitanati da Altobello da Chiaravalle. Tra il 15 e il 17 agosto, il Chiaravalle assediò le mura di cinta col fine di penetrare all’interno della città e conquistarla. Dopo essersi stabiliti sul territorio di Acquasparta, il Chiaravalle, per porre la propria signoria sul feudo, impose lo sterminio di tutti i maschi della famiglia Bentivenga, gettando addirittura i bambini dalle finestre.

Questo episodio così cruento, non fu perdonato da Papa Alessandro VI che inviò in Acquasparta un contingente di circa quindicimila uomini, per riportare il territorio sotto il controllo della Sede Apostolica. L’esercitò assediò il paese dove si erano rifugiati circa ottocento ghibellini, oltre alla popolazione ormai stremata da mesi e mesi di terrore e battaglie. Il grande disequilibrio tra le due fazioni (800 ghibellini da un lato, 15.000 soldati del papa dall’altro) diede vita ad una durissima battaglia che vide l’uso di quasi 3000 libbre di polvere da sparo, utilizzate per abbattere le mura. Quando accadde, i Chiaravalle e i suoi seguaci vennero linciati dalla popolazione esausta. Altobello, dopo esser stato trascinato lungo il Corso fino alla piazza, venne torturato dalla gente, la Sparviera gli cavò il cuore e venne poi decapitato. La testa fu inviata a Todi come un trofeo mentre il corpo, pare, fu mangiato dalla gente inferocita.

Le mura di Acquasparta, a quel punto, vennero demolite sistematicamente e le pietre vendute a chi ne fece richiesta, lasciando così il paese diroccato e praticamente disabitato e il territorio venduto alla Camera Apostolica.